giovedì 31 agosto 2006

La pergamena di laurea

Ieri sono tornato al lavoro. Sono stato a casa a Lecce e a Pisticci. Approfittando del fatto di essere vicino a Bari (solo 150 km!), dove ho studiato, e di avere un po' di giorni a disposizione sono andato, insieme a Imma, nel capoluogo a ritirare la mia pergamena di laurea.
Sono partito alle 8 e dopo due ore sono arrivato alla segreteria del Politecnico di Bari. C'era una coda molto lunga, ma ho fatto presente alla guardia giurata che dovevo solo ritirare la pergamena e mi ha fatto entrare negli uffici, inviandomi dal signor V. Trovo l'ufficio un po' a memoria, un po' leggendo le targhette sulle porte.
C'è un ragazzo prima di me e aspetto. Il ragazzo va via e il signor V. mi squadra e mi chiede: "Che vuoi?".
A Milano ero abituato a sentirmi dire: "Ha bisogno di qualcosa?", "Posso esserle utile?". La domanda del signor V. mi riporta indietro nel tempo quando ero studente a Bari e avevo a che fare spesso con la segreteria.
Dopo essere riemerso dai ricordi, rispondo che vorrei ritirare la mia pergamena di laurea. E lui ancora più nervoso mi dice di tornare lunedì. Al che replico che lunedì sono a Milano. Mi chiede il mio corso di laurea e mi spedisce dalla signora A. Sto per andare quando il signor V. mi chiede, con una faccia furba, in che anno mi sono laureato, già pregustando la mia reazione nel sapere che era troppo presto per sperare di trovare la pergamena. Rispondo che mi sono laureato nel 2001 e lui non potendo replicare mi saluta con un buongiorno affrettato.
Mentre sto per uscire lo sento che si arrabbia con la guardia giurata, che nel frattempo era entrata nella stanza, dicendogli in dialetto barese che non deve mandargli nessuno.
Cerco l'ufficio della signora A. Lo trovo vuoto e tornando indietro la scorgo nell'ufficio del capoufficio signora D. Mi metto in attesa fuori dalla porta e proprio la signora D., dopo qualche istante, mi chiede: "Ha bisogno di qualcosa?".
Si vede che il capoufficio è meno stressato degli impiegati: mi da del lei e pronuncia la frase in modo tranquillo. Rispondo che ho bisogno della signora A. per ritirare la pergamena di laurea.
La signora A. mi guarda e, già sapendo la risposta, chiede: "Hai portato le marche da bollo?".
Ovviamente cado dalle nuvole: non le ho portate e non sapevo niente di marche da bollo.
La signora A., alla mia mancata risposta, spiega che occorre una marca da bollo da 11 euro e una da 14,62 euro. Mi riprendo dallo shock e capisco che non tutto è perduto: non mi ha detto di tornare un altro giorno. Mentre sto per andare mi chiede anche lei quando mi sono laureato: alla mia risposta non ribatte niente se non con un cenno che mi invita ad andare.
Saluto e vado a cercare un tabaccaio con Imma. Troviamo un ufficio postale, ma sbaglio la porta ed entro negli uffici delle Poste. Alla mia faccia smarrita un impiegato che rientrava dalla pausa caffè delle 10:30 mi chiede se ho bisogno di qualcosa. Gli chiedo dove sono gli sportelli e lui mi dice che è la porta successiva. Ci andiamo. C'è solo una persona davanti a me. Finita l'operazione mi avvicino all'impiegato. Gli chiedo le marche da bollo. La sua faccia non fa una piega. Fa il conto del totale, 25,62 euro, con una calcolatrice e mi guarda aspettando il denaro. La sua faccia non fa una piega. Tiro fuori il portafoglio e pago. Senza dire una parola, incassa i soldi si alza e sparisce in una stanza. Attendiamo 5 minuti e finalmente esce. Mi da la marca da 11 euro intera. Quella da 14,62 è composta da tre marche di cui una da 1000 lire! Mi spiega che vale a tutti gli effetti 52 centesimi, senza fare una piega o cambiare tono della voce. Gli chiedo un pezzo di carta dove mettere questi quadratini di carta così costosi e qui la sua faccia ha un lieve moto di sorpresa: capisco che non si aspettava quella richiesta, magari è fuori dal protocollo. Ma subito si ricompone e mi da un pezzo di foglio senza dir nulla.
Salutiamo senza essere ricambiati e usciamo dall'ufficio postale. Ritorniamo alla segreteria e rientriamo negli uffici. Ritroviamo la signora A., che questa volta è nella sua stanza e le comunico che ho le marche. Capisce che non può frapporre altri ostacoli tra me e la pergamena; si alza e ci guida, un po' zoppicante, verso un ascensore con il quale scendiamo al piano seminterrato. Ci rechiamo alla porta di un archivio. Su una targhetta fuori c'è scritto "Ritiro lauree lunedì dalle 10:00 alle 12:00". In realtà è giovedì ma la signora A. non dice niente. Entriamo tutti e tre: io, Imma e la signora A. Mi chiede in che anno mi sono laureato e comincia a cercare. Intanto mi invita a compilare un modulo per la richiesta di rilascio della pergamena e poi un registro in cui dichiaro di averla ritirata. Applica le marche da bollo sulla laurea e sulla domanda di ritiro e poi arrotola la pergamena, la ferma con un elastico e me la consegna.
E' fatta ed è stato più veloce di quanto mi aspettassi. Dopo quest'atto formale, allentata la tensione, scambiamo qualche chiacchiera: dopo la laurea viviamo a Milano perché non ho trovato lavoro vicino a casa. Annuisce come se anche il figlio o qualche conoscente abbia subito la stessa sorte. Ci salutiamo e la signora ci invita ad andare avanti perché un po' zoppicante a causa di una "caduta sulle caviglie" (sarà una storta?). Risaliamo al piano terra e decido si sfidare ancora la sorte che sembra benevola.
Trovo l'ufficio che si occupa degli "Esami di Stato" e chiedo se sono pronti i documenti e la pergamena. Mi chiede quando ho fatto l'esame di stato e, avuta l'informazione, mi risponde che è troppo presto. Chiedo se è possibile spedire una richiesta per posta e farsi spedire il tutto a casa. Mi risponde che non è possibile: o vado di persona o mando qualcuno con una delega.
Va bene così. Mi accontento per oggi...

6 commenti:

Anonimo ha detto...

aggiornamento al 22.08.2011:
- il ritiro delle pergamene avviene il lunedi dalle 15 alle 17 nella stessa stanza indicata (nr. 34 al piano -1)
- servono nr. 2 marche da bollo da 14.62 euro

grazie per questo articolo, figuriamoci se sul sito del Politecnico di Bari si degnano di scrivere che cosa ci vuole per ritirare la pergamena

Marianna ha detto...

Sono passati ben 5 anni (pochi? molti? Chissà!) da quando ho conseguito la laurea presso la sede decentrata di Taranto della Facoltà di Economia (in pratica dipendente in tutto e per tutto dalla sede centrale di Bari). Qualche mese fa mi sono rivolta alla Segreteria di Taranto (così come mi era stato suggerito) per avere notizie sulla mia pergamena e ovviamente mi hanno detto che "il mio fascicolo è stato gestito dalla sede di Bari"... Non mi sono più informata ma temo una sorta di "tira e molla" tra le due Segreterie. Mi è nuova la storia delle marche da bollo...Non avevamo già pagato tutto contestualmente alla presentazione della domanda di laurea? Più sento queste cose, più passa la voglia di avere sto pezzo di carta tra le mani!

tupacamaru ha detto...

Non so come funziona all'Università, ma al Politecnico si pagano le marche da bollo. La mia esperienza lo dimostra. Conviene chiedere prima, magari telefonando.

Anonimo ha detto...

Certo che le disavventure con le segreterie sono assurde!
Tra l'altro qualcuno di voi sa se in segreteria al Politecnico di Bari stanno consegnando i diplomi di laurea relativi al 2009?
E per gli esami di stato a che anno sono arrivati? sul sito del politecnico dicono che sono pronti i diplomi di abilitazione sino al 2001.

thanks

tupacamaru ha detto...

Meglio sempre chiamare, se non vivi vicino Bari.

Anonimo ha detto...

Aggiornamento al 26/06/2014: sito del politecnico ancora deficitario di informazioni...in sostanza non so ancora quali e quante marche da bollo serviranno.
..Il signor V., ahah, credo si riferisca al referente di una concitata nota sul ritiro delle pergamene...ad oggi saranno più di due settimane che provo a chiamare il numero suo e quello di un suo collega: squilli a vuoto senza fine! Un incubo. Come la burocrazia farraginosa ed inefficiente qui a Roma. Rassegnazione!